ZDD's Blog

La democrazia del voto “contro”

Eppur volevo astenermi dall’andare a votare anche in questa tornata, ma stavolta c’era un motivo che, almeno per me, era sufficiente per abbandonare il mio gesto di democratico dissenso verso una classe politica indegna.

Il motivo sono le elezioni regionali in Lombardia: probabilmente il mio voto non servirà a nulla, ma io non voglio vivere in una regione dove il presidente sia della Lega Nord. Non tollero di avere come presidente uno che azzannava i poliziotti alle gambe (salvo poi elogiarli quando ha posato il culo sulla poltrona del ministero degli interni) e che ha come programma politico la xenofobia ed il separatismo.

La mia è una volontà di andare contro sia alla persona Maroni che a quello che rappresenta: il peggio della Lombardia.

Pensando a questa mia motivazione (ahimè mera), ho fatto una breve riflessione su quello che rappresenta il voto ed i motivi che ci inducono ad andare a votare: i motivi in realtà sono uno solo e questo è “l’avversario di turno”.

Come ho fatto per la tornata di regionali, altre volte avevo fatto alle nazionali (una o due, la precedente tornata mi sono iscritto al partito degli astenuti in via definitiva): l’avversario era Berlusconi e, pur di votare contro, mi son dovuto tappare il naso e votare una coalizione con dentro Bertinotti, la miglior rappresentazione della classe politica del “predicare bene e razzolare peggio”, e Mastella… Ed i risultati si son visti.

In questa tornata, l’avversario è invece la casta, in toto, nessuno escluso. L’astensione non è mai stata giustificata quanto in questa ultima rottura di coglioni delle elezioni nazionali, che vede realisticamente le solite 2 coalizioni a fare i giochi di potere ma con un paio di terzi incomodi: 

- l’eccelso professor (de me cojoni) Monti: lauree e prestigio economico hanno portato l’aumento delle accise sulla benzina (lo avrei fatto altrettanto bene io, che di economia non so un cazzo), l’aumento dell’età pensionabile (per diminuire la disoccupazione giovanile facciamo lavorare di più gli anziani? bene…) ed una serie di altri provvedimenti poco graditi. Non ho menzionato l’IMU perché il governo Monti non l’ha deliberata, ne ha solo esteso l’infame braccio a colpire tutti. O quasi… Sì, avete capito, intendo la Chiesa.

- il M5S e: l’armata Brancaleone della politica, come si è visto e si vede nelle amministrazioni locali dove sono riusciti ad insediarsi.

Ingroia ed il suo “moimento” e Fare per fermare il declino non credo arriveranno a quote significative di voti.

Io mi sono rotto il cazzo di vivere in un paese così, il paese dove non si vota mai a favore o perché si condivide gli ideali di un partito o di un movimento, un paese dichiarato laico costituzionalmente ma cristiano di fatto, un paese che non guarda ai giovani e che coccola i ricchi.

Alla luce di ciò, quali sarebbero state le scelte possibili tenendo conto del fatto che ho votato? 

Meglio un incapace volenteroso che un capace dannoso.

tumblrbot ha chiesto: WHAT IS YOUR FAVORITE INANIMATE OBJECT?

The pope.

My smartphone unboxing guide

E’ una cazzata, se leggete poi non venite a dirmi che sono pazzo. Ne sono consapevole.

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#PostoFisso, che monotonia!

E comunque, io al posto fisso potrei anche rinunciare. Però non posso sacrificare sempre un pezzo della mia sicurezza “a gratis” (come quando sono costretto a pagare più tasse etc).

Togliamolo pure il posto fisso ma:

1) eliminassero tutti i “falsi contratti”: via COCOCO, COCOPRO e altri nomi da pappagallo. Un solo contratto, con protezione crescente in base all’anzianità di servizio e, comunque, qualche vincolo per le aziende tale da impedire licenziamenti di persone solo perché il “capo si è svegliato male”;

2) abbassassero la tassazione sui contratti dei nuovi assunti, in particolare se giovani: le aziende pagherebbero meno tasse sui dipendenti giovani così da agevolarne l’ingresso ed i giovani potrebbero percepire stipendi netti più alti senza che l’azienda sia costretta a sostenere spese esorbitanti;

3) dessero qualche vincolo alle aziende che le obbligasse a far aumentare la professionalità del dipendente nel tempo oppure dessero loro qualche incentivo per invogliarle: in particolare chi lavora nel mio settore, ovvero quello dell’Information and Communication Technology, sa che, a parte poche grosse aziende, NESSUNO investe sulla formazione del dipendente perché questo comporta aumenti delle tariffe (sia gli stipendi che le eventuali consulenze esterne presso clienti o clienti di clienti), e sembra che l’unica cosa che conta sia pagar meno, e non come le cose vengono fatte.

Questi 3 spunti, ovviamente se ci sono altre idee sono sempre ben accette, dovrebbero essere secondo me FONDAMENTALI per una riforma del lavoro seria. La sola abolizione dell’articolo 18, senza nessuna altra misura, avrebbe un solo effetto: rendere precario anche chi è assunto.

Come se già i datori di lavoro non facessero già a gara per chi manda avanti aziende senza avere uno straccio di dipendente a tempo indeterminato.

Io credo che tutto questo dibattito sulla riforma del lavoro sia possibile perché ormai, in Italia in particolare, si è totalmente persa la concezione di merito e professionalità: un dipendente non lo si valuta più da quello che sa fare, ma da quello che prende come stipendio e da quanto è alta la capacità di non fare polemica su nulla, nemmeno quando le cose dovresti averle per diritto.

E daje con sta spettacolarizzazione!

Perché ogni qualvolta fanno i controlli della finanza in centri ad evasione fiscale potenzialmente altissima i giornali parlano di “controlli spettacolari” che, sebbene vanno fatti, devono esser fatti in un certo modo?

Voglio dire: siamo una nazione dove il controllo fiscale è tanto comune come le statue che piangono sangue o il sangue che si liquefà “ad orologeria”…

I controlli vanno fatti a prescindere dal loro grado di spettacolarità: meglio sarebbe se oltre a queste azioni massive ma di breve durata, si facessero dei controlli capillari (DA SUD A NORD), magari mandando persone in borghese a fare acquisti e valutando in quanti casi viene emesso lo scontrino fiscale. Voglio dire: è possibile solo i programmi televisivi hanno pensato a fare uscite con videocamera nascosta per smascherare i cartomanti, i medici non medici di turno, etc etc? E’ talmente banale che, basta andare una tantum e SPARGERE LA VOCE così, clienti abituali a parte, i negozianti avrebbero comunque un perenne sospetto che chi ci si trova di fronte è un finanziere pronto a stangare ed allora ci sarebbe davvero un “incentivo” a fare questo stramaledetto scontrino.

Come quando vai a fare preventivi per acquistare beni per somme di 4000/5000€ e ti dicono: questo è il prezzo con fattura, poi, se ci vogliamo accordare sottobanco, senza fattura posso venirvi un po’ incontro.

L’evasione è un fenomeno talmente diffuso che basta davvero poco per ottenere qualche risultato. Ovvio che devono essere controllati anche quegli amministratori delegati di aziende che sono in espansione sul fronte internazionale mentre, ai dipendenti italiani tolgono i buoni pasto e poi, vai a vedere i loro CUD e sono di 26.000€ annui. Possessori di aziende, barche in Sardegna, una Bentley come auto etc.

Cioè, io dichiaravo di più del mio datore di lavoro… Questi sono casi leggermente più complessi da accertare, ma voglio dire, quanto stracazzo ci vuole a dire: “E’ sua la macchina? Come la mantiene con un reddito da operaio?” e così via.

Per farla breve: annullarla non si riesce, il diavolo si annida nei cavilli e ci sono tantissimi diavoli della finanza in Italia, ma una fetta consistente è relativamente semplice da accertare…

Basta poco…

Leggendo l’editoriale di stamattina di Massimo Gramellini, Il buco nello Stato, la mia mente è partita per una delle mie solite riflessioni che nulla c’entrano con il discorso che le avvia.

La lingua italiana è, secondo me, meravigliosa: una lingua difficile, costruita, con la sintassi e la grammatica tra le più difficili al mondo, se non proprio le più difficili.

Cambiando due consonanti, in una parola breve, si può stravolgere totalmente il significato. In particolare mi riferisco a due parole che sono la perfetta rappresentazione del popolo italiano: la prima ne rappresenta “lo status”, l’altra quello che ci servirebbe per abbandonarlo.

La prima parola è omertà: siamo abituati a tacere di fronte a chi si fa beffa delle regole ed ad etichettare chi cerca di rigar dritto come un fesso. Per 20 anni abbiamo tenuto al governo la rappresentazione vivente dell’aggiramento delle regole… E non aggiungo altro perché non voglio lordare la riflessione con la politica.

La seconda parola è onestà: una delle più grosse mancanze della nostra civiltà attuale e che, ovviamente, è strettamente correlata con la parola precedente. Il periodo non è dei migliori, se prima l’evasione e la disonestà causavano solo grossi bucchi nei bilanci dello Stato, colmati in parte dall’eccesso di tasse assolutamente non proporzionate ai servizi scadenti cui corrispondono, adesso stanno letteralmente mettendo in ginocchio l’intera nazione.

Serve uno scatto d’orgoglio e serve rigore: invece di far pagare sempre chi non può evadere, per tornare al punto iniziale, basta semplicemente investire qualcosa in più nei controlli, così facendo probabilmente, si avrebbero soldi sufficienti per iniziare a combattere una crisi che è ancora ben lontana dall’essere sconfitta.

E se…

E se il fatto di mettere le dimissioni a condizione dell’approvazione della legge di stabilità facesse parte di un progetto politico preciso?

Mi spiego: io vedo Berlusconi capacissimo di fare un annuncio del genere, prevedendo un governo “di salvezza nazionale” o, peggio, di sinistra, col solo scopo di inasprire la situazione dei mercati al limite, conscio che probabilmente la legge di stabilità non verrà approvata subito, così da lasciare le patate bollenti ai successori?

Scaricandone di fatto “le colpe” sul futuro governo, chiunque esso sia?

So che è un ragionamento malato, ma lo vedete improbabile per uno che vede il voto di fiducia come “una vittoria che andava ottenuta a qualsiasi costo sulla sinistra”, che vede il 72% della stampa come stampa comunista (parole sue, potete sentirle anche voi) e che ritiene che la TV sia proprietà esclusiva della sinistra?

Oltretutto, costui ha anche detto “Faremo di tutto per tappare la bocca ai giornali catastrofisti che danno visione di una crisi che non esiste”.

E mi fermo qui nella citazione delle perle del nostro caro (spero subito ex) premier.

La vita ha molta ironia…

E’ la seconda volta che appena mi iscrivo in palestra ricevo un’offerta importante di lavoro.

La prima mi ha consentito di abbandonare l’odiata Roma per Milano, scelta della quale mai mi pentirò.

La seconda, nemmeno 1 settimana dopo l’iscrizione in palestra, l’ho ricevuta oggi: c’era una richiesta per uno sviluppatore con capacità tecniche richieste conformi al mio profilo e con sede a Monaco di Baviera. Stavolta la scelta non è dipesa solo da me e come capita quando c’è da mettere d’accordo 2 teste con idee totalmente diverse cosa succede? Una delle due cede.

Ho ceduto io nonostante non aspettassi altro che l’opportunità di lasciare questa deludente nazione per andarmene altrove, dove forse sarei potuto essere considerato un professionista (che non mi sembra nemmeno una richiesta esorbitante, visto che mi sono fatto il culo per laurearmi e sono 4 anni che mastico merda in ambienti di lavoro in cui il primo compito è scaldare la sedia, il secondo è sentirti un numero e non una persona, il terzo è la consapevolezza che non cambierà mai il fatto che tu sei l’ultimo bottone della patta)…

Per cui mastico questo ennesimo boccone amaro e cerco di farmela passare. Da che ero abbastanza su di morale, adesso ce l’ho sotto le scarpe…

E’ proprio vero quando uno dice che, per cogliere le opportunità migliori, bisogna essere da soli…

Parliamo di qualcosa…

Visto che da quando ho aperto questo blog ho scritto solo 2 post ed entrambi in riferimento ad avvenimento e personaggi della politica, oggi si cambia argomento: oggi parlo della situazione in cui versa la NBA, il campionato di basket degli USA.

Il fronte più caldo è sicuramente quello del lock-out, la serrata dei dirigenti a seguito del mancato accordo coi giocatori per la nuova stagione.

In pratica, per mere questioni economiche si rischia che un campionato atteso dagli appassionati di basket di tutto il mondo possa saltare tutto o, in caso di accordo in extremis, almeno in parte.

Ma spieghiamo un po’ cos’è successo. La situazione è piuttosto semplice: abbiamo da una parte i dirigenti ed i proprietari dei team che vogliono aumentare i loro profitti tagliando drasticamente gli stipendi dei tesserati; dall’altra, i giocatori che vogliono che il taglio sia molto più morbido e, quindi, non accettano le condizioni proposte dai proprietari delle franchigie.

Quello che non capisco, probabilmente per limiti miei, è come mai vi siano queste trattative tutti gli anni con tutti i giocatori. Voglio dire: se un giocatore ha già un contratto e tale contratto viene onorato dalla squadra, perchè un giocatore può trattarne le condizioni prima di ogni stagione? Di contro, perchè i manager possono richiedere questi tagli e, qualora non vengano accettati, possono “chiudere le porte” e far saltare la stagione?

D’accordo: nell’NBA gli stipendi medi sono folli, altissimi, quindi i manager non hanno tutti i torti, però, di contro, un giocatore quando firma il contratto mica lo strappa sotto minacce di morte…

Visto che, quindi, ogni parte ha le sue ragioni per non accettare le condizioni della controparte senza una trattativa, non sarebbe meglio per loro (e per noi) che si mettessero una mano sul cuore da tutte e due le parti e cercassero di venirsi incontro?

Cioè un giocatore non muore di fame se invece di 5 milioni (stipendio medio di un cestista professionista), ne prende 4; così come un proprietario di una franchigia non ha bisogno della Caritas se invece di 10 milioni, ne guadagna 2… Qui non si discute di stipendi da fame, il minimo contrattuale è fissato e, se non erro, ammonta a circa 400.000 dollari, quindi uno stipendio più che dignitoso; entrambe le parti vogliono sostanzialmente aumentare (da una parte) o preservare (dall’altra) il loro status di privilegiati.

Una situazione che, sul serio, faccio fatica a capire come possa essere così determinante da mettere in discussione lo svolgimento della stagione…

Altrove c’è gente che fa la fame, che fatica ad arrivare a fine mese, e quando sente questi discorsi che dovrebbe fare?

1) Reagire con indifferenza: non me ne frega nulla dello sport, se la vedano tra loro…

2) Reagire con modesto interesse: fanno bene a trattare, ognuno ha le sue ragioni ma è bene se raggiungono un accordo per il bene dello sport.

3) Reagire con rabbia: discutono di cazzate, sembrano dei bambini viziati.

Personalmente sono appassionatissimo di questo sport, ma mi domando: quanto c’è di sport in queste trattative?

Voi come la pensate?

Il “simpatico” ministro Giancazzo Rotondi

Stavo cercando un po’ di tempo per esprimere la mia sui commenti del ministro in oggetto. Vorrei innanzitutto ricordare che Rotondi è Ministro per l’Attuazione del Programma, una sorta di supervisore che deve garantire che venga fatto quello che è stato promesso agli elettori.

Prima delle mie personalissime ed opinabilissime conclusioni, riporto un po’ di virgolettati per capire a quali dichiarazioni facevo riferimento, anche se per gli informati non dovrebbe essere un segreto.

I commenti rilasciati da Rotondi sono stati seguenti alla presentazione della bozza “Tremonti” che, tra le altre cose, indicava una serie di interventi di riduzione del costo della politica al fine di soddisfare la richiesta dell’Europa in merito al raggiungimento del pareggio nel debito pubblico.

“Se uno un giorno dice a deputati e senatori che vanno dimezzati, il giorno dopo che taglia loro gli stipendi, quello successivo che gli toglie l’auto blu, allora è un kamikaze, significa che vuole proprio farlo cadere questo governo […] Forte del fatto  che nessuno, neanche all’opposizione, vuole andare al voto, Berlusconi deve avere un’unica preoccupazione: coltivare i rapporti con Camera e Senato” (Fonte: Fanpage).

"Teniamoci buoni i mille parlamentari. Non possiamo dargli l’aumento, ma almeno coccoliamoli, rassicuriamoli, non rompiamogli le palle se vogliamo arrivare al termine della legislatura. E nel frattempo cerchiamo di farci dimenticare. Perché, inutile negarlo, la gente ormai ci detesta" (Fonte: Newnotizie)

Allora, inizio dal secondo virgolettato per una considerazione di merito: era una promessa elettorale quella della riduzione dei costi della politica attraverso, udite udite, 2 punti principali:

1) Riduzione del numero di parlamentari

2) Riduzione dei privilegi

Visto che, quindi, era nel programma di Governo, non avrebbe fatto meglio a chiudere la bocca? Ovviamente no, un politico si sente sempre in diritto di dire la sua… La coerenza non è necessaria.

Ma ora veniamo alle mie considerazioni.

La bozza del Ministro dell’Ecomonia avrebbe dovuto prevedere (per quel che è trapelato), una serie di interventi di adeguamento dei costi della politica italiana alla media europea attraverso: decurtazione degli stipendi, limitazioni maggiori su auto blu ed aerei di stato, riduzione del numero di parlamentari, cancellazione dei vitalizi per alcuni (e vi dico che, onestamente, non ricordo i criteri) etc.

Il concetto che passa dalla serie di puttanate pronunciate in risposta alla bozza e persino ribadite il giorno dopo averle rilasciate (con una serie di alienanti aggiunte), è che, siccome tanto li odiamo tanto vale che loro affermino un principio di autoconservazione nel quale, visto che non ci sono soldi per un aumento di stipendio (che già solo per aver pronunciato questa cosa io gli darei fuoco dopo averlo messo in cima all’Obelisco di Piazza del Popolo), almeno mantenessero le attuali condizioni… Tanto si va là per quello… E perchè altrimenti cade il governo…

Parole da decerebrato irresponsabile, non riesco a trovare una definizione più diplomatica di questa… Lo Stato è in rovina, gli italiani sono sempre più affamati e questo COGLIONE mi va a commentare “Tanto ci odiano, tantovale continuare a succhiargli il sangue e cerchiamo di farci dimenticare”… Ma che dimenticare!

Secondo questi personaggi malati, e credo di parlare anche a titolo di tante altre persone mie coetanee (28/35 anni e forse non solo loro), noi dimenticheremo quello che a furia di colpi di mano ci stanno portando via ogni prospettiva di un futuro sereno?

Eh no, belli, ci stiamo indignando come è evidente, e state sicuri che non ci dimentichiamo… State giocando col fuoco e se il fuoco lo stuzzichi troppo, prima o poi la fiamma aumenta… E se la fiamma aumenta, non ci accontenteremo nemmeno dei soli forconi…

Tenetelo a mente, soprattutto tu, disonorevole Rotondi.

PS: Per chi se lo fosse perso, Rotondi si è anche permesso di rispondere, in una puntata di Ballarò, ad un interlocutore che adesso mi sfugge, il quale aveva parlato di Craxi con riferimenti storici (quindi dandogli del ladro): “Non ti permetto di offendere la memoria di Bettino Craxi”. Simpatico, no?

Politici in coma farmacologico

Renato Brunetta: Un uomo dalla titanica stazza di 1 metro e 50 che, ti verrebbe da pensare, visto che è basso e brutto, almeno ha un po’ di cervello? Assolutamente no, La natura è stata cattivissima con lui, ma il nostro misericordioso premier ha sempre un posticino per i bisognosi d’aiuto.

L’uscita sui precari sarebbe da radiazione con interdizione dai pubblici uffici, ma che ci volete fare… L’Italia è questa…

Giorgio Clelio Stracquadanio: Il web “tende” a sinistra perchè quelli di sinistra non fanno un cazzo durante il giorno ed allora possono invadere la rete.

Gente così può trovarsi lì dov’è soltanto perchè a qualcuno serve gente che non è in grado di pensare… Perchè se si usasse il cervello, queste minchiate non si arriverebbe nemmeno a concepirle…

Mario Borghezio: Un vero padano, uno che quando apre bocca lo fa solo per dire scempiaggini. Violento, maldestro e dannatamente irritante.

Andato in Svizzera s’è preso quello che dovevamo dargli noi…

Massimo D’Alema: A Ballarò ha detto: “Meglio commentare i referendum da vincitori che da sconfitti. Ma vincitori di che? Ti rendi conto che non ha vinto il PD? Nè ai referendum (osteggiati fino a quando non tornava comodo appoggiarli) e nemmeno alle amministrative, dove le 2 vittorie simbolo sono arrivate a scapito dei candidati del PD stesso… Se c’è speranza che Berlusconi si riprenda ancora una volta, siete proprio voi…