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La TnT guarda il bellissimo panorama del Passo Maniva #biketrips

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TreK Day 2014: Iseo prima della partenza. #Benelli

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Sustenpass, Switzerland. Must have it in every biker’s toDoList. #biketrips

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Lucca da mangiare: Assaggi di Toscana. Semplicemente divini. #momentsToRemember

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#ZZTop @ Ippodromo del galoppo. - Cheap sunglasses!

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#ZZTop @ Ippodromo del galoppo.

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Quelle sere in cui senti in bocca quel sapore amaro…

Quel sapore amaro di quando sembra che il destino abbia preparato l’atto di commiato perfetto per un interprete importante di una storia che si accinge, per motivi dei più disparati, a lasciare il palcoscenico.

Commiato che viene rovinato da un altrettanto classico elemento di rottura che sembra dire: “Andrà bene a te, ma a me proprio no”.

Era così che mi sembrava questa serata: 2 giorni fa sono andato ad assistere a gara 5 della finale di serie A di basket da non tifoso. Tuttavia, da appassionato di basket non posso nutrire rispetto per la storia dell’Olimpia Milano; però, altrettanto da appassionato, sono stato rapito dalla storia recente della Mens Sana Siena, squadra che raggiunge il primo successo in campionato nel 2003/2004, guidata da Recalcati, e che arriva all’apice del suo dominio con la dinastia che vede Pianigiani alla guida di una squadra che pur cambiando spesso faccia vince ben 6 scudetti di fila. 

Sembrava fosse finita, con l’ennesima rifondazione che aveva totalmente stravolto la squadra. E invece, come nel più bello dei sogni, l’araba fenice rinasce dalle proprie ceneri e con Luca Banchi ottiene l’ennesimo, il settimo, titolo consecutivo.

E l’ennesima rifondazione.

La rifondazione dell’anno in cui, a seguito di un’inchiesta della Guardia di Finanza, si scopre che il presidente non aveva fatto così bene le cose… Viene presentata l’istanza di fallimento e per Siena diventa praticamente l’ultimo anno “da grande” prima della ripartenza. La vicenda costringe la società ad un ulteriore ridimensionamento in termini di organico eppure la squadra continua a giocare bene. 

Più passa il tempo e più si oleano i meccanismi che consentono alla Mens Sana di arrivare inaspettatamente in finale con sprazzi di gioco che ricordano la migliore Siena. Ma Milano appare troppo forte: pronti, via, 2-0 per l’EA7 che straccia completamente quella che sembra una squadra che ha ormai recitato il canto del cigno.

Ma ecco che ancora una volta Siena diventa araba fenice e rimonta, pareggia ed addirittura, tornando al forum, lo sbanca (ed io c’ero)!

In cuor mio si forma l’idea che tutto ciò possa essere frutto di un demiurgico piano del destino che, come dicevo all’inizio, potesse essere davvero l’ultimo canto del cigno: la grande squadra più forte dei problemi conquista l’ennesimo titolo prima di tornare praticamente ai dilettanti.

E invece ecco che nell’ultimo minuto prima arriva al pareggio, poi pasticciano un po’ entrambe le squadre ma Siena arriva con la palla in mano ad avere l’occasione di chiudere la partita. Ma evidentemente il destino ha altri piani, Siena perde l’occasione e Curtis Jerrels, giocatore impalpabile fino a quel momento ma che fa parte di quella piccolissima schiera di persone capaci del numero che cambia le sorti di una partita, prende palla e segna, rompendo la parità ed evitando i supplementari.

Non sono un tifoso di Siena, ma sembra quasi che quel destino che sembrava vederla di buon occhio, alla fine abbia deciso di girarsi dall’altra parte per farle pagare le colpe di altri.

Adesso c’è l’ultimo atto di questa fantastica serie in cui si è giocato un basket d’altri tempi: tattico e mentale in primis.

Speriamo.

E comunque vada: GRAZIE MENS SANA.

4 Leoni sulla Colma, altra vista. #momentsToRemember

4 Leoni sulla Colma, altra vista. #momentsToRemember

4 Leoni sulla Colma. #momentsToRemember

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La Sfida, take 2.

La Sfida, take 2.

Leoni d’altri tempi

Leoni d’altri tempi

Blinking eye on the peak.

Blinking eye on the peak.

L’Alpe della Neggia. 1325 metri sm. Prima uscita svizzera col TnT.

L’Alpe della Neggia. 1325 metri sm. Prima uscita svizzera col TnT.

Lago Maggiore dall’alto.

Lago Maggiore dall’alto.

La democrazia del voto “contro”

Eppur volevo astenermi dall’andare a votare anche in questa tornata, ma stavolta c’era un motivo che, almeno per me, era sufficiente per abbandonare il mio gesto di democratico dissenso verso una classe politica indegna.

Il motivo sono le elezioni regionali in Lombardia: probabilmente il mio voto non servirà a nulla, ma io non voglio vivere in una regione dove il presidente sia della Lega Nord. Non tollero di avere come presidente uno che azzannava i poliziotti alle gambe (salvo poi elogiarli quando ha posato il culo sulla poltrona del ministero degli interni) e che ha come programma politico la xenofobia ed il separatismo.

La mia è una volontà di andare contro sia alla persona Maroni che a quello che rappresenta: il peggio della Lombardia.

Pensando a questa mia motivazione (ahimè mera), ho fatto una breve riflessione su quello che rappresenta il voto ed i motivi che ci inducono ad andare a votare: i motivi in realtà sono uno solo e questo è “l’avversario di turno”.

Come ho fatto per la tornata di regionali, altre volte avevo fatto alle nazionali (una o due, la precedente tornata mi sono iscritto al partito degli astenuti in via definitiva): l’avversario era Berlusconi e, pur di votare contro, mi son dovuto tappare il naso e votare una coalizione con dentro Bertinotti, la miglior rappresentazione della classe politica del “predicare bene e razzolare peggio”, e Mastella… Ed i risultati si son visti.

In questa tornata, l’avversario è invece la casta, in toto, nessuno escluso. L’astensione non è mai stata giustificata quanto in questa ultima rottura di coglioni delle elezioni nazionali, che vede realisticamente le solite 2 coalizioni a fare i giochi di potere ma con un paio di terzi incomodi: 

- l’eccelso professor (de me cojoni) Monti: lauree e prestigio economico hanno portato l’aumento delle accise sulla benzina (lo avrei fatto altrettanto bene io, che di economia non so un cazzo), l’aumento dell’età pensionabile (per diminuire la disoccupazione giovanile facciamo lavorare di più gli anziani? bene…) ed una serie di altri provvedimenti poco graditi. Non ho menzionato l’IMU perché il governo Monti non l’ha deliberata, ne ha solo esteso l’infame braccio a colpire tutti. O quasi… Sì, avete capito, intendo la Chiesa.

- il M5S e: l’armata Brancaleone della politica, come si è visto e si vede nelle amministrazioni locali dove sono riusciti ad insediarsi.

Ingroia ed il suo “moimento” e Fare per fermare il declino non credo arriveranno a quote significative di voti.

Io mi sono rotto il cazzo di vivere in un paese così, il paese dove non si vota mai a favore o perché si condivide gli ideali di un partito o di un movimento, un paese dichiarato laico costituzionalmente ma cristiano di fatto, un paese che non guarda ai giovani e che coccola i ricchi.

Alla luce di ciò, quali sarebbero state le scelte possibili tenendo conto del fatto che ho votato? 

Meglio un incapace volenteroso che un capace dannoso.